sabato 17 aprile 2010

Amore e morte


Quante immagini di innamorati sono scolpite nella nostra mente!

Abbracciati sullo sfondo del tramonto, abbandonati nell'atto di darsi un bacio, mano nella mano in riva al mare, ... immagini che rievocano tenerezza, ottimismo, che riscaldano il cuore.
I due innamorati del Caucaso invece no: nel loro abbraccio spiccano le pistole impugnate con orgoglio, come si potrebbe tenere un fiore o un peluche da innamorati, gli sguardi tradiscono tristezza, i volti sembrano tanto fieri quanto ingenui.
Ed ecco che l'amore, in questa foto di innamorati, emerge come qualcosa di sinistro, qualcosa da rivendicare, al prezzo della morte altrui.

Uccellini in gabbia


Ieri sera sono uscita con mio figlio a fare due passi; siamo andati in un centro commerciale vicino casa, abbiamo visitato il negozio delle caramelle, quello dei giocattoli, e infine quello degli animali. Dopo i cuccioli di cane, di gatto, di topo, i vari pescetti dentro gli acquari e le tartarughe, siamo arrivati alle gabbie degli uccellini: mi ha colpito una di queste, e sono rimasta ad osservarla quasi ipnotizzata. Lunga poco più di un metro, intervallata da tre aste disposte trasversalmente, vi erano tre uccellini. Uno di questi volava dall'asta di destra a quella di sinistra, dall'asta di sinistra a quella di destra, dall'asta di destra a quella di sinistra, dall'asta di sinistra a quella di destra, ... il mio sguardo rimbalzava dall'asta di destra a quella di sinistra e viceversa, mentre il mio cuore si stringeva, e riflettevo sulla libertà, ma soprattutto sulle sue limitazioni:

la mancanza di libertà è il non poter esprimere appieno le proprie capacità, è il poter potenzialmente volare fra due aste distanti chilometri, ma essere inibiti a farlo, è essere costretti ad arrugginirsi, ad atrofizzarsi perchè non ci sono sufficienti spazi di azione.

La libertà è la possibilità di fare quello per cui si è nati, è la possibilità di essere sè stessi, di vivere.